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Ordinanza sulla protezione della maternità

Nessuna modifica dei valori limiti sul campo magnetico statico al 1 luglio 2016.

Dopo una nuova valutazione della situazione, il SECO ha deciso di non introdurre nell'ordinanza l'adattamento del valore limite previsto a 400 mT (densità del flusso magnetico; 0 Hz), e di mantenerlo a 40 mT.

Questa decisione è stata motivata dai seguenti elementi:

1. lo stato delle conoscenze sulle conseguenze per la salute del feto sono ancora insufficienti. Degli esperimenti animali [Bundesamt für Strahlenschitz allemand/Federal Office for Radioprotection, 2015] mostrano dei chiari segni di stimolazione nervosa permanenti in caso di spostamento all'interno di campi magnetici statici in prossimità del nucleo della RM E nei suoi dintorni (per esempio alla consolle di comando). Dei ritardi sullo sviluppo non si possono escludere.

2. in prossimità del nucleo (<1 m), le caratteristiche particolari del campo magnetico e lo spostamento nel suo interno inducono delle correnti locali e momentanee nel corpo. Delle correnti sono pure indotte nel ventre della madre attraverso le estremità (mani, braccia). Le correnti elettriche possono superare la soglia di eccitazione e quindi stimolare le cellule nervose.

3. Un gruppo di esperti (NRPB 2004) è arrivato alla conclusione che limitare il campo elettrico indotto a circa 20 mV/m costituisce una protezione adeguata per il sistema nervoso dell'embrione nel corso del suo sviluppo. Si conviene dalle verifiche effettuate oggigiorno che questa protezione è raggiunta rispettando i valori limiti esistenti dell'ordinanza sulla protezione della maternità. Questa protezione, basata su considerazioni pratiche, non sarebbe più garantita in caso di aumento.

4. In più, aumentare la densità del flusso magnetico da 40 mT a 400 mT (< 1 Hz) porterebbe ad un'instabilità nella curva di frequenza dei valori limite, cosa non accettabile tenuto conto degli effetti dei citazione fisiologica.

Procedere:
Sulla base dei valori limiti attuali, il SECO esamina la possibilità di pubblicare una scheda informativa all'attenzione dei professionisti. Questa comprenderebbe dell'istruzioni per la valutazione dei rischi per l'utilizzatore della RM ed  il comportamento raccomandato per le professioniste in gravidanza. Il limite di zona di 0,5 mT e quello di 40 mT occuperanno un posto importante per la presenza di collaboratrici in gravidanza nella sala d'esame. Questa scheda informativa deve permettere di definire delle regole chiare e specifiche per le collaboratrici in gravidanza. L'obiettivo è di creare una pratica uniforme nella medicina e nella ricerca.


L'ASTRM è stupita del ripensamento della SECO. Dal nostro punto di vista è incomprensibile mantenere questo valore limite. L'ASTRM si darà da fare per chiarire questo punto e riferirà delle nuove informazioni se necessario.